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piticci
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Inserito il - 25/02/2010 : 16:41:50
Buon giorno.Vorrei avere un vostro parere. Mio figlio, che mi ha adottato come mamma all'età di 1 anno, di nazionalità italiana, nato prematuro (è stato fatto nascere a 33 mesi), prima del nostro magico incontro ha vissuto in un'ambiente molto sereno, in una casa famiglia con persone splendide (sempre una casa-famiglia, però). A 14 mesi prima parola.. pappa, poi mamma e papi. A 15 mesi ha imparato a camminare. Poi a iniziato a correre e ha come smesso di parlare..era arrivato a ripetere nomi degli zii e versi degli animali.Poi un bel giorno, alla richiesta nostra di fare il verso degli animali, ha detto "no" e non li ha detti più., a due anni vocalizzava ancora...taa,tta,tiii,ddaaaa...dddoooo quasi cantando. Quando abbiamo provato a fargli dire sì, sfruttando il fatto che sapeva fare il verso del serpente,si è arrabbiato e non ha fatto più quel verso, questo per farvi capire il carattere. Ora a 3 anni e mezzo dice poche parole (20-30), tra cui: mamma, papà, otto (biscotto) arda (guarda), io (giro), etta (testa), etto(dentro),oto (moto), te-e (stelle), otto (rotto e anche rosso), edde (verde), etto (questo). Non ha mai messo due parole insieme. La cosa strana è che sembra usare gruppi di parole a periodi, per poi non usarle quasi più. Tra quelle 20-30 ci sono una decina di parole dette una tantum: una (luna) , ucertola (lucertola), oltello (coltello), compute (computer) in contesti in cui noi genitori non c'eravamo (con i nonni o a scuola, dove la sola parola detta è stata computer, in sala computer appunto, indicandolo). A casa si fà capire a gesti per quello dove non arriva, altrimenti si prende le cose da solo. Capisce ordini anche complessi, quando glieli sussurro dietro la sua testa, non vedendomi, tipo accendi la luce e portami il telefono qui. Si arrabbia se capisce che voglio farlo provare a dire una parola, qualsiasi essa sia, nonostante io faccia la vaga. Si arrabbia anche molto quando vuole una cosa e non può averla, è piuttosto impulsivo. A volte tira gli oggetti perchè non sopporta i nostri no (ma non si può dargliele vinte tutte...). Ultimamente fa' discorsi vocalizzando una lettera, la e solitamente, modulandola, aggiungendoci ogni tanto teee... e aaaa se capiamo quello che vuole. Usa molto la mimica e gli occhi, molto vispi. Non riesce a andare alla materna (1° anno, ha tossi ricorrenti con tendenza al broncospasmo) in tutto da settembre avrà fatto un mese soltanto. Negli ultimi mesi è più socievole, prima era un po' chiuso, gli piacciono i bambini, non fà giochi ripetitivi, guarda sempre negli occhi, è attento ai particolari, individua subito oggetti nuovi dovunque essi siano, capisce tutto quello che gli diciamo. Suo fratello di quasi 5 anni, che invece è un logorroico, da un paio di mesi gli parla di più mentre ci gioca, prima non usava molto il linguaggio con lui nel gioco, nonostante noi lo spronassimo a farlo, ma si "abbassava" a usare quello del piccolo. Mi sono rivolta 8 mesi fa ai servizi della mia città e mio figlio ha appena iniziato la psicomotricità ma la logopedia non è partita bene. La logopedista , in 3-4 sedute che ha fatto, non è riuscita a entrare in contatto,mi sembra; gli ha proposto dei giochi di lego e basta. La psicologa che lo ha visto ha detto che è un ritardo dovuto a pochi stimoli. Come può essere se io, che lavoro da casa, ci ho sempre giocato e parlato tanto, sia fuori casa in passeggiata che dentro? Ieri la logopedista che ho rivisto,a distanza di un mese, mi ha dato un libro con le figure della bocca e del modo per articolare, per insegnare il piccolo a dire i suoni: dentali, labiali, ecc. Sinceramente non mi sembra un metodo valido con lui. Quello che per ora riesco a fargli dire subito, di rimando ai miei tentativi, sono sillabe che uso come esclamazione (ma!!!) sorpresa (ba!) come espressione di disgusto, e poche altre, che facciamo a mo' di gioco. In questo caso lui ripete, ma solo sillabe. Secondo voi è un blocco psicologico? Vorrei fissare ora la visita otorino (mai fatta), anche se a 6 mesi aveva fatto un controllo dei potenziali evocati uditivi,il cui risultato, era: soglia uditiva nella norma bilateralmente. ABR: modeste anomaie della conduzione troncoencefalica stimolando a sinistra. Vorrei fissare anche una visita neurologica. Ho detto alla mia pediatra che non mi sembra il caso di dover aspettare ancora l'effetto asilo per un'eventuale miglioramento della situazione. Potete darmi un consiglio, per favore? Grazie e scusate se mi sono dilungata. |
orchidea285
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Inserito il - 25/02/2010 : 17:14:11
Condivido pienamente con lei di non dovere aspettare i risultati dalla scuola materna, per prima cosa sottoporrei il bambino a visita foniatrica e valutazione neuropsicologica. Farei subito un esame dell'udito, anche perche' da quello che ho capito il suo bimbo ha dei raffreddori recidivanti. Quando lei dice che il bambino guarda negli occhi chi parla, io ho il sospetto che lui invece comprenda le cose attraverso la lettura labiale. Poi mi dissocio da quello che le ha detto la logopedista, in quanto non puo' delegare alla famiglia il lavoro che dovrebbe fare lei in un iter di terapia, la famiglia deve essere informata di come si lavora e fare da supporto.  |
piticci
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Inserito il - 25/02/2010 : 17:31:51
Grazie per la sua veloce risposta. Sì, anch'io è da tempo che spingo per approfondire... temo invece di essermi spiegata male, il piccolo non è che guardi sempre quando gli parliamo, io volevo solo dire che non è un bimbo che evita di guardare chi gli parla... allarmata dalla sua ipotesi, ma del resto l'avevo scongiurata mesi fa, poco fa, mentre disegnava con i pennarelli,gli ho chiesto di prendermi un soldino che era nello svuotatasche in salone. Gliel'ho detto voltandogli le spalle, a 4-5 metri di distanza, (non mi poteva proprio vedere) e a bassa voce. Quasi non mi sentivo neanche io. Lui si è subito alzato e ha fatto quello che gli chiedevo...  |
vale.ge
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Inserito il - 25/02/2010 : 18:33:48
Buonasera signora, io sono pienamente d'accordo con la mia collega per quanto riguarda le varie visite specialistiche. Inoltre, siccome mi sembra una mamma molto attenta, mi permetto di darle qualche consiglio: continui a stimolare il bambino,come pare che già stia facendo, usando parole e frasi semplici. "Si arrabbia se capisce che voglio farlo provare a dire una parola, qualsiasi essa sia, nonostante io faccia la vaga." Non insista troppo per cercare di fargli dire alcune parole e quando lui sbaglia non glielo faccia notare, ma gli fornisca il modello corretto della parola senza pretendere necessariamente la ripetizione. Poi le volevo chiedere una cosa che non ho capito: il trattamento iniziato con la logopedista è durato 3-4 sedute e poi è stato interrotto per un mese? Cordialmente, Valentina  |
piticci
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Inserito il - 25/02/2010 : 19:10:46
Grazie, Valentina. Sì, da un paio di mesi a questa parte stò parlando molto semplicemente al mio bimbo usando frasi semplici e scandendo bene le parole.Mi sono infatti resa conto che il mio modo di parlare è a volte troppo veloce. Non lo correggo mai, se dice "otto" gli dico: sì, biscotto, e glielo dò! L'altra domanda è sì, il bimbo non è stato visto per un mese, perchè nel frattempo è stata fatta questa valutazione da parte della psicologa. Mi sono sbagliata sulle sedute pero', sono state solo due con lui.Gli altri due erano colloqui e con me e mio marito. Poi, visto che anche il più grande dovrà fare delle sedute (ma con un'altra logopedista), la logopedista in questione dopo avermi chiesto se il grande parlava, si è lasciata sfuggire: allora con lui si può lavorare... sinceramente non penso che non sia una brava logopedista, soltanto penso che sia abituata a lavorare con bambini collaborativi e con adulti... correggetemi se sbaglio 
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orchidea285
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Inserito il - 25/02/2010 : 20:30:53
Questa non e' una buona scusante, per avere dei risultati bisogna essere pazienti eusare molta dolcezza, soprattutto con dei bambini molto piccoli. Io dico sempre che la nostra e' "una missione" e che va esercitata sempre con tanta umilta' e tanto amore, soprattutto sapendo che si deve lavorare con persone che hanno problemi.  |
vale.ge
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102 messaggi |
Inserito il - 25/02/2010 : 21:31:30
Esatto e mi permetto di aggiungere che bisogna avere ancora più tenacia e voglia di fare con chi ha più difficoltà!  |
piticci
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Inserito il - 25/02/2010 : 23:03:08
Ci tengo a dire che sono stata fin troppo diplomatica ed anche reticente: tutto quello che penso della logopedista in questione lo state dicendo voi molto meglio di me... Pensavo si potesse leggere tra le righe: lungi da me l'idea di difenderla, figuriamoci! Ho già preso la mia decisione... scusatemi poi per l'e-mail contorta e piena di errori: ho scritto di getto e senza quasi rileggere.  |
piticci
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7 messaggi |
Inserito il - 26/02/2010 : 12:57:55
E' normale che parole già dette non le dica più (a due anni diceva atte per latte) e invece usi gruppi di parole nuove per certi periodi e non utilizzi quelle che già ha detto in passato (a parte mamma e papà?) Questo ha, secondo voi, una ragione di essere o denota qualcosa in particolare? E il fatto che diverse parole nuove le abbia dette per la prima volta quando noi non c'eravamo (p.e. computer lo ha detto solo una volta a scuola, indicandolo, ma a casa nonostante ce ne siano due e lui a volte ci giochi toccando i pulsanti o manovrando il mouse, non lo ha mai "chiamato")? Altre parole nuove dette in vacanza con altre persone, mentre noi eravamo presenti o anche no, non le ha più usate tornati a casa...secondo voi a casa si "impigrisce"? Grazie per le risposte che vorrete darmi  |
vale.ge
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Inserito il - 26/02/2010 : 18:24:05
Capisco la sua preoccupazione ma è un po' difficile rispondere alle sue domande non avendo mai visto il bambino e non conoscendo bene la situazione. Potrebbero esserci molti fattori che influiscono su quello che lei dice. Le ripeto i consigli della mia collega: faccia fare al bambino una visita foniatrica, una visita neuropsicologica e anche l'esame dell'udito.Intanto la logopedista continua a lavorare con il bambino o le ha dato solo gli esercizi a casa? (non ho molto capito questa parte). A presto 
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piticci
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Inserito il - 27/02/2010 : 21:26:48
Non ho esercizi da fare: anche per questo sono perplessa, perchè oltre a giochi tipo "far finta di" e leggergli una storia semplice, sempre la stessa, non ho esercizi propriamente "linguistici" da fare. Ma proprio per questo tra pochi giorni le dirò quello che penso...  |
vale.ge
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Inserito il - 28/02/2010 : 09:15:33
Non ho capito allora questo: "mi ha dato un libro con le figure della bocca e del modo per articolare, per insegnare il piccolo a dire i suoni: dentali, labiali, ecc."Capisco che non è facile comprendersi via mail!:) comunque fa bene a parlare con la logopedista, perchè è parlando e collaborando che si risolvono i problemi.  |
piticci
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Inserito il - 28/02/2010 : 17:47:31
Ha ragione. Il testo in questione mi è stato dato ma senza spiegazioni su quello che dovevo fare, perchè il nostro colloquio è durato solo dieci minuti; il bimbo aveva finito la sua seduta di psicomotricità e voleva andar via... le chiederò lumi nei prossimi giorni quando la vedrò di nuovo a quattr'occhi. Sinceramente non credo proprio ci sia una strada per una collaborazione, la logopedista ritiene di non poter lavorare con un bimbo, secondo lei,poco collaborativo (in realtà, non gli è stato proposto alcunchè di interessante e anche il suo atteggiamento è stato sempre freddo, anzi direi glaciale, senza empatia, e poco paziente...)Le sembra questo sinceramente un modus operandi che possa sortire un qualche effetto su un bimbo piccolo?  |
orchidea285
Membro Senior
  
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Inserito il - 28/02/2010 : 22:07:34
Io sono del parere che bisogna entrare subito in empatia col paziente, soprattutto se si tratta di bambini. Perche' questo e' il primo passo per avere dei risultati positivi, altrimenti non c'e' terapia che tenga.  |
vale.ge
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Inserito il - 01/03/2010 : 14:37:21
Alla luce di quanto scrive nell'ultimo mess, signora, ritengo che l'atteggiamento di chiusura da parte della logopedista che lei descrive, non pone affatto le basi per una collaborazione anzi... Sono d'accordissimo con lei anche sul fatto che questo modo di lavorare non porta certo a risultati positivi. 
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