Logopedista
Riabilitazione
Studio Eco - Logopedia
Home
Chi siamo
Servizi
Contatti
Collabora
Logopedista.it Videocorso Rotacismo
Videocorso Rotacismo
Videocorso Disfonia
Teleconsulenza
Logopedista.it
Nome utente:
Password:
Salva password
Hai perso la Password? | Opzioni di amministrazione
 
 Elenco dei forum
 Richieste da privati
 A cosa serve il logopedista?
 Nuova discussione  Rispondi
 Versione stampabile
 
Autore Discussione indietro Discussioni Discussione successiva Chiudi discussione Modifica discussione Elimina discussione Nuova discussione Rispondi alla discussione
firstdance
Nuovo Arrivato



1 messaggi
Inserito il - 12/04/2010 :  16:02:34  Visualizza profilo  Modifica messaggio  Rispondi citando
Buongiorno. Sono un padre ansioso, con un figlio di due anni e mezzo che non dice quasi nulla. La pediatra mi consiglia di aspettare perché è presto e perché "il problema si risolve da sé".
Non fidandomi troppo di queste affermazioni, ho cercato informazioni in giro e presto è spuntata la parola "logopedista".
Io, essendo per natura diffidente, non mi fido della pediatra, ma nemmeno di quelli che affidano i propri figli a sconosciuti due volte a settimana con il compito dichiarato di farli diventare dei robot e, soprattutto, per spennarli per bene.
Il lavoro da logopedista è molto recente, fino a qualche anno fa non esisteva, oppure era una specializzazione molto poco diffusa. Oggi invece è la moda del momento.
Siccome i soldi sono quelli che sono (pochi), mi trovo costretto a valutare minuziosamente ogni singola uscita. Devo quindi capire al di fuori di ogni ragionevole dubbio, i motivi per cui c'è stata questa esplosione di lavoro per i logopedisti. Cosa fanno mi è già chiaro, ma se non so "perché lo fanno", non posso comprendere a pieno se può fare al caso mio oppure no.
Non so se è chiaro quello che chiedo: una volta i logopedisti non c'erano e la gente parlava lo stesso. E' un lavoro utile oppure si tratta di fuffa come dallo psicologo?
Queste frasi vorrei che fossero commentate, anche con motivazioni calorose e convinte.
Naturalmente, se mi convincerò che può essere utile, non tarderò a portare mio figlio dal logopedista.
Commentate, insultate pure, non mi offendo. Io non ho un'idea al riguardo voglio solo stimolarvi per darmi delle informazioni.
Grazie in anticipo a tutti.

ilosca
Membro Senior



416 messaggi
Inserito il - 12/04/2010 :  21:09:39  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Elimina risposta
le sue sono ottime domande, ma non mi è piaciuto l'esempio. Se pensa che lo psicologo sia una fuffa non so fino a che punto qualcuno possa convincerla del lavoro del logopedista. Credo che in passato era un lavoro molto poco conosciuto per via dell'ignoranza dilagante, che tutt'ora vi è in qualche luogo di italia o tra i ceti piu bassi, nel pensare che "se il bambino nn parla è pigro e allora teniamocelo cosi tanto prima o poi parlerà". Giusto eh, prima o poi, magari, parlerà. Ma bisogna vedere anche "come".Un bambino che inizia a parlare a 4 anni secondo lei a 4 e mezzo saprà affrontare una conversazione nella stassa maniera ( quantitativa e qualitativa) dei suoi coetanei? e un bambino che ha poco sperimentato il linguaggio orale fino a che punto saprà dopo un anno o due affrontare il linguaggio scritto nella scuola primaria? Gliela sto mettendo in maniera molto spicciola, ma ci sono diversi studi che magari lei stesso ha cercato, che dimostrano che un late talker ha molte probabilità di diventare dislessico.Senza contare che per ogni competenza ci sono dei tempi cronologici in cui ottenerle.Magari non le interessa un figlio avvocato con eccezionali doti oratorie, ma penso che le interessi un figlio con la giusta autostima per affrontare la scuola e di conseguenza il mondo. Questo era per quanto riguarda il perchè. Se una cosa non era conosciuta in passato non vuol dire che non abbia senso oggi.
Per quanto riguarda il lavoro del logopedista, è molto vasto, ma prendendo in considerazione il suo caso specifico, il logopedista essenzialmente stimola il bambino nei modi piu vari, con un crescendo di difficoltà, nel fargli produrre suoni parole e successivamente frasi. Tutto ciò con una fantasia notevole per convincere il bambino a lavorare e in un certo senso spacciando quel lavoro per un gioco. è una "truffa " benevola nei confronti del bambino , non certo dei genitori che pagano. Di sicuro le consiglio di stare attento a chi si affida, non siamo certo cosi utopici da pensare che tutti i logopedisti siano dei bravi logopedisti.
Questa è il mio modesto tentativo di spiegarle quello che faccio.
Spero che qualche genitore lasci qui un suo commento, sicuramente parlando della propria esperienza sarebbe piu convincente! parlare dei miei piccoli pazienti non è il caso, visto la sua scarsa fiducia potrebbe anche pensare che me li sia inventati ,no?
Mi raccomando comunque di far vedere il bambino prima dal medico competente, che in questo caso è il foniatra, lui darebbe ulteriori indicazioni, nonchè una diagnosi al logopedista.
In bocca al lupo per la scelta
Anna Cascioli, logopedista

Torna all'inizio della pagina

m.borghese
Membro Master



1710 messaggi
Inserito il - 12/04/2010 :  23:33:11  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Elimina risposta
Sono Massimo Borghese, foniatra (laureato in medicina e chirurgia, specializzato in otorinolaringoiatria, specializzato in foniatria). Nella mia attività di foniatra mi trovo inevitabilmente a vivere in modo simbiotico con le logopediste. Ne ho conosciute e frequentate centinaia e centinaia in venticinque anni di attività. Posso affermare intanto che esistono da più di trent'anni come figura professionale, e se non sono conosciute da tutti, è perchè altre forme di informazione non funzionano (a cominciare da molti pediatri). In ogni caso, non ho alcuna difficoltà a dire che -purtroppo o fortunatamente- non sono tutte uguali, ma come non sono tutti uguali i medici, i magistrati, gli avvocati, gli insegnanti... e così per tutte le categorie professionali. C'è chi con il proprio lavoro (maldestro) rischia di trasformare bambini in robot, ma non lo cercherei tanto tra i logopedisti, quanto piuttosto tra altri operatori della riabilitazione appartenenti a metodiche robotizzanti.
Al signor firstdance direi di affidarsi, all'occorrenza, ad una logopedista che somigli il più possibile ad Anna Cascioli, che conosco personalmente e stimo da tempo, e da stasera ancora un po' di più, dopo aver letto la risposta che ha scritto in questo forum.

Massimo Borghese

Scritto Da - m.borghese on 12/04/2010 23:35:02Torna all'inizio della pagina

ilosca
Membro Senior



416 messaggi
Inserito il - 13/04/2010 :  21:36:34  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Elimina risposta
stima che mi onora e che ricambio in grandi dosi!! :)

Torna all'inizio della pagina

orchidea285
Membro Senior



322 messaggi
Inserito il - 13/04/2010 :  22:13:07  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Elimina risposta
Caro signore, lei mi sembra che diffidi di tuti.
Ma se la figura della logopedista esiste ci sara' una motivazione, come quando lei ha dolore ad un dente, si reca dal dentista per superare il suo problema.
Il ragionamento del pediatra e' sbagliato a priori, non si puo' dire che un bimbo dell'eta' del suo che non parla, parlera'.
Per prima cosa deve far sottoporre il bimbo ad una visita foniatrica, con eventuale esame dell'udito e, magari una valutazione neuropsicologica.
Per quanto riguarda il versante economico, non e' detto che lei debba portare il suo bimbo a pagamento, esistono dei centri convenzionati.
La logopedia non e' una moda e neppure un lusso.
Il mio consiglio? Cerchi di essere piu' malleabile e si faccia aiutare.

Torna all'inizio della pagina

rosa42
Membro Senior



246 messaggi
Inserito il - 14/04/2010 :  00:07:51  Visualizza profilo  Modifica il messaggio  Rispondi citando  Elimina risposta
Gentile signore, sono una logopedista. E' da 23 anni che svolgo il mio lavoro con amore, passione e dedizione. La logopedia è una disciplina sanitaria relativamente recente, credo che una delle prime scuole di Logopedia in Italia sia stata fondata a cavallo dei primi anni '70 dallo stimatissimo prof. Lucio Croatto all'università di Padova, in modo particolare per venire incontro al bisogno di "oralità" di coloro che allora venivano definiti "sordomuti". Centinaia di bambini, rinchiusi negli Istituti Speciali per sordomuti, che, per mezzo di un metodo oralista,praticato dalle prime logopediste potevano aspirare ad un ruolo attivo sociale e a una qualità di vita sino ad allora impensabile.
Contrariamente a quanto affermato dalla mia collega in un intervento su questo forum, io ritengo che la logopedia sia una terapia di lusso, nel senso che un essere umano puo' benissimo sopravvivere anche senza l'intervento di un logopedista (un balbuziente vive lo stesso, un sordo puo' benissimo rimanere sordo e muto, un dislessico puo' benissimo rimanere dislessico, un un bambino con ritardo puo' benissimo mantenere il ritardo, un afasico puo' rimanere afasico ecc ecc) ma l'intervento LOGOPEDIco permette una qualità della vita sino a circa quarant'anni fa impensabile per la maggior parte delle persone affette da disturbi comunicativi e/o linguistici.
Mi creda, le persone con deficit o disturbi logopedici non curati, sopravvivono ma raramente riescono a vivere in pienezza la loro esistenza.
Non è medicina d'emergenza, è cura paziente, profonda e mirata, che come scopo ha il qualificare l'esistenza personale e sociale della persona.
Tenga presente che Logopedia non è una disciplina limitata all'a ri-educazione e ri-abilitazione di minorati sensoriali e di altre forme di problematiche gravi di comunicazione.
Le riporto il profilo professionale, così come previsto dal ministero della sanità, così si puo' fare un'idea:
COMPETENZE E FUNZIONI DEL
LOGOPEDISTA
Decreto 14 settembre 1994, n. 742.
Regolamento concernente l'individuazione della
figura e del relativo profilo professionale del logopedista.
• È individuata la figura del logopedista con il seguente
profilo: il logopedista è l'operatore sanitario che, in
possesso del diploma universitario abilitante, svolge la
propria attività nella prevenzione e nel trattamento
riabilitativo delle patologie del linguaggio e della
comunicazione in età evolutiva, adulta e geriatrica.
• L'attività del logopedista è volta all'educazione e
rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi
della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e
degli handicap comunicativi
In riferimento alla diagnosi ed alla prescrizione del medico,
nell'ambito delle proprie competenze, il logopedista:
a) elabora, anche in équipe multidisciplinare, il bilancio logopedico
volto all'individuazione ed al superamento del bisogno di salute del
disabile;
b) pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione
funzionale delle disabilità comunicative e cognitive, utilizzando
terapie logopediche di abilitazione e riabilitazione della
comunicazione e del linguaggio, verbali e non verbali;
c) propone l'adozione di ausili, ne addestra all'uso e ne verifica
l'efficacia;
d) svolge attività di studio, didattica e consulenza professionale, nei
servizi sanitari ed in quelli dove si richiedono le sue competenze
professionali;
e) verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli
obiettivi di recupero funzionale.
Il logopedista svolge la sua attività professionale in
strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di
dipendenza o libero-professionale.
CATALOGO NOSOLOGICO
Il catalogo nosologico è rappresentato
da:
1. Disfonie o turbe della vociferazione
2. Disturbi della pronuncia da cause organiche e funzionali del vocal tract
3. Disturbi della deglutizione organici e funzionali
(disfagia)
4. Disturbi della fluenza
5. Disturbi delle funzioni corticali superiori con specifica attenzione
alla codificazione ed alla
decodificazione(afasie,eminattenzione)
6. Disturbi centrali della motricità del distretto fono articolatorio (disartrie e correlati)
Disturbi comunicativi negli oligofrenici ( di origine genetica, acquisita in età evolutiva,in età adulta di tipo
degenerativo)
7. Disturbi comunicativi da lesione uditiva (pre-para-postlinguale)
8. Disturbi linguistici miscellanei e loro correlati di tipo essenziale (dislalie funzionali di varia origine, disturbi
fonologici, disprassie articolatorie, dispercezioni uditive
e visive, disturbi semantici, disturbi morfo-sintattici,
pragmatici);
9. Disturbi da inadeguatezze socio-culturali ed affettive;
10.Disturbi degli apprendimenti(learning diseases).

La saluto cordialmente


Rosa SiliottoTorna all'inizio della pagina

  Chiudi discussione Modifica discussione Elimina discussione Nuova discussione Rispondi alla discussione
 Nuova discussione  Rispondi
 Versione stampabile
Vai a: