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WWW.LOGOPEDISTA.IT Balbuzie - Tecniche di compensazioneSul sito www.logopedista.it è disponibile il nuovo videocorso Balbuzie:tecniche di compensazione Il corso è rivolto principalmente ad operatori del settore della comunizazione, insegnati, genitori e chiunque voglia iniziare ad approfondire questo disturbo emotivo-psicologico. La balbuzie infatti non è una malattia, ma un disturbo emotivo-psicologico. Questo in molti casi può essere corretto senza eccessive opreoccupazioni e, soprattutto, senza alcuno strascico futuro. Il videocorso presenta quindi una parte di spiegazione teorica sul fenomeno ed illustra esercizi utili a compensare il disturbo della fluenza. La balbuzie è un disturbo infantile molto comune soprattutto tra i maschi. Solitamente, semplificandone le motivazioni, è come se dipendesse dal fatto che la velocità con cui le idee affollano la mente del bambino fosse superiore alla capacità di esprimerle tramite il linguaggio. I Contenuti del supporto riguardano: (non evoluzione dell'atto deglutitorio dalla fase primaria infantile alla fase secondaria adulta) (disfunzione di una o più fasi della meccanica della deglutizione) Disturbi della fluenza(turba del flusso fonoarticolatorio) (farfugliamento) Un film denucia:A.A.A.Achille Il film potrebbe sembrare una commedia, ma esaminando i diversi contenuti sottostanti il regista porta alla luce ciò che succede nel soggetto affetto da balbuzie. Il dramma di Achille, è il dramma di una persona che balbetta. Il nostro eroe tenta ogni forma di terapia, quando in realtà la balbuzie segnala il “non risolto”, la conflittualità interna, lo struggimento, e ciò che gli Altri non possono capire. Le nostre discussioni: Diatriba su balbuzie Alcuni spunti interessanti sulle terapie e centri specializzati: Si dice balbuzie clonica quella caratterizzata dalla ripetizione di parti della parola, interne, iniziali o finali che siano; la balbuzie tonica, invece, è quella in cui si assiste ad un vero e proprio blocco della parola; la balbuzie mista, infine, si caratterizza di un misto tra le due forme precedenti. Le cause Sono state effettuate molte ricerche per rintracciare possibili danni al sistema neurologico, nessuna di queste ha evidenziato danni ma soprattutto non è emersa nessuna anomalia funzionale. L’ereditarietà è presente nel 30% dei casi. Dal momento che la balbuzie si acuisce in alcune situazioni emotivamente forti e si attenua o sparisce completamente quando si è in situazioni totalmente prive di importanza emotiva, come ad es. parlare con un peluche, è più che plausibile dire che il fattore emotivo gioca un ruolo importante nella genesi della balbuzie. I fattori associati La balbuzie molto spesso è accompagnata da diversi movimenti motori, Tics: contrazione del viso, della mano, degli arti inferiori. Un ritardo nello sviluppo del linguaggio lo si ritrova nel 50% dei casi. La personalità del balbuziente Non esiste una vera e propria personalità del balbuziente, però alcuni tratti di personalità ossessiva sono presenti, così come frequentemente si evidenzia una tendenza all’introversione e alla passività e/o comportamento aggressivo unito ad una marcata impulsività. Le reazioni ansiose, ostili o aggressive di fronte agli altri sono in grado di bloccare la spontaneità verbale e di far comparire il sintomo La balbuzie, poi, può essere classificata come primaria quando si presenta intorno ai tre anni, ma senza una specifica consapevolezza emotiva del bambino, e come secondaria, con insorgenza intorno ai sette anni, e caratterizzata da consapevolezza da parte del bambino, che si trasforma progressivamente in ansia ed insicurezza.La balbuzie, infatti, è un disturbo infantile molto comune soprattutto tra i maschi. Solitamente, semplificandone le motivazioni, è come se dipendesse dal fatto che la velocità con cui le idee affollano la mente del bambino fosse superiore alla capacità di esprimerle tramite il linguaggio. La balbuzie non è una malattia, ma un disturbo emotivo-psicologico, che può essere corretto senza eccessive opreoccupazioni e, soprattutto, senza alcuno strascico futuro. Molti personaggi della storia sono stati balbuzienti, ma questo non ha impedito loro di diventare famosi, sotto tutti i punti di vista: l’italiano Paolo Bonolis, Marilyn Monroe, Winston Churchill e, più indietro nel tempo, Alessandro Manzoni, Demostene fino a risalire addirittura a Mosè che, proprio perché balbuziente, parlava tramite suo fratello Aronne. Una cosa è certa: i bambini balbuzienti non nascono così, ma lo diventano, intorno ai tre anni, per ragioni diverse (stress, ansia, insicurezza, timidezza, eventi traumatici). I bambini non balbettano tutti allo stesso modo. La ricerca ha distinto almeno tre tipi di balbuzie diverse, prendendone in considerazione il tipo di blocco fonatorio. La balbuzie è una alterazione del linguaggio nella quale il fattore ereditario e l’emotività sono determinanti La balbuzie è una alterazione del linguaggio, caratterizzata da esitazione e/o ripetizione in modo spasmodico di sillabe mentre si sta parlando. E’ possibile distinguere una balbuzie tonica , con blocco e impossibilità di emettere un suono per un certo periodo e la balbuzie clonica caratterizzata dal ripetere, involontariamente, la prima sillaba di una frase. Nei bambini tra i 3 e i 5 anni può comparire una balbuzie fisiologica, senza alcun altro correlato, questa è una forma transitoria e scompare completamente. Si dice balbuzie clonica quella caratterizzata dalla ripetizione di parti della parola, interne, iniziali o finali che siano; la balbuzie tonica, invece, è quella in cui si assiste ad un vero e proprio blocco della parola; la balbuzie mista, infine, si caratterizza di un misto tra le due forme precedenti. Le cause Sono state effettuate molte ricerche per rintracciare possibili danni al sistema neurologico, nessuna di queste ha evidenziato danni ma soprattutto non è emersa nessuna anomalia funzionale. L’ereditarietà è presente nel 30% dei casi. Dal momento che la balbuzie si acuisce in alcune situazioni emotivamente forti e si attenua o sparisce completamente quando si è in situazioni totalmente prive di importanza emotiva, come ad es. parlare con un peluche, è più che plausibile dire che il fattore emotivo gioca un ruolo importante nella genesi della balbuzie. I fattori associati La balbuzie molto spesso è accompagnata da diversi movimenti motori, Tics: contrazione del viso, della mano, degli arti inferiori. Un ritardo nello sviluppo del linguaggio lo si ritrova nel 50% dei casi. La personalità del balbuziente Non esiste una vera e propria personalità del balbuziente, però alcuni tratti di personalità ossessiva sono presenti, così come frequentemente si evidenzia una tendenza all’introversione e alla passività e/o comportamento aggressivo unito ad una marcata impulsività. Le reazioni ansiose, ostili o aggressive di fronte agli altri sono in grado di bloccare la spontaneità verbale e di far comparire il sintomo La balbuzie, poi, può essere classificata come primaria quando si presenta intorno ai tre anni, ma senza una specifica consapevolezza emotiva del bambino, e come secondaria, con insorgenza intorno ai sette anni, e caratterizzata da consapevolezza da parte del bambino, che si trasforma progressivamente in ansia ed insicurezza. L'obiettivo della riabilitazione è l'armonia del sistema neuromuscolare orofacciale. Tutte le risposte sulle balbuzieL'attività del logopedista è volta quindi alla rieducazione di tutte le patologie, come la balbuzie, che provocano i disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi. Ritorna presto a farci visita,per scoprire tutti i servizi offerti da Logopedista.it, il portale gratuito della comunità logopedica italiana. |